James Brandon Lewis & Chad Taylor (USA)

[CSC Jazz e Interferenze]

James Brandon Lewis

& Chad Taylor

 

James Brandon Lewis – sax tenore
Chad Taylor – batteria, percussioni, mbira


Per la prima volta in Italia presentano il nuovo disco “Radiant Imprints”


“It sounds like three melodic improvisers going for it.” The New York Times

Altra band di fuoriclasse internazionali. La musica è una potente e sensuale miscela di funk, jazz, free-jazz, soul, hip hop: la spiritualità e i suoni caldi della black music trasportati nella contemporaneità.

James Brandon Lewis compare nelle top chart di fine anno 2017 in UK ed in USA, musicista straordinario invitato da Thurston Moore (Sonic Youth) a suonare al Sonic City Festival del 2017, è fondatore del collettivo Heroes Are Gang Leaders

Chad Edward Taylor è cofondatore con Rob Mazurek di tutte le declinazioni dei progetti denominati Chicago Underground (Duo, Trio, Quartet, Orchestra) e fa parte della band Spiritual Unity di Marc Ribot.

Biografia breve:
Su James Brandon Lewis, negli ultimi anni, si sono addensate attenzioni assai elevate, figlie di un paio di dischi straordinari come “Days Of Freeman”, tensione coltraniana ed afrori hip-hop, ed il precedente “Divine Travels” che lo aveva imposto all’attenzione generale come voce originale all’interno del panorama afroamericano di New York. Il suo approccio materico rimanda direttamente ai grandi della nostra musica, anche nell’afflato spirituale che avvolge lavori poliedrici, sviluppati con grande feeling.
Oltre oceano, per dirlo in modo assai conciso, JBL è stato definito tout court “One of the modern titans of the tenor”, difficile non convenire. Considerato dalla critica internazionale come una delle punte di diamante della nuova scena afroamericana, la sua musica è un viaggio verace tra avanguardia, jazz, soul e funk. Una lettura personale e coinvolgente dell’anima della black music degli ultimi 30 anni, fuori da schemi ed etichette convenzionali.

BIO
James Brandon Lewis, sassofonista e compositore, è considerato tra i più creativi giovani talenti del jazz afroamericano. Nato a Buffalo, New York, nel 1983, Lewis ha raggiunto una solida maturità artistica studiando tutte le fasi della musica americana contemporanea, dal gospel alla fusion, dal rap al free jazz. Appartiene a una generazione che ha a disposizione tutto lo scibile sonoro, che viene attraversato con seria consapevolezza. Mentre studiava alla Howard University, ha suonato con Benny Golson, Geri Allen, Wallace Roney, assimilando le tecniche del mainstream ma subito affiancandole a quelle più eterodosse dell’hip-hop e della musica funk. Negli anni 2000 studia con Charlie Haden e Wadada Leo Smith e collabora con Joshua Redman, Tony Malaby, Matthew Shipp.
Si stabilisce a New York nel 2012 ed emerge velocemente come voce strumentale originale e come esponente di una nuova avanguardia di sintesi. Dopo un esordio discografico ancora incerto, Lewis firma un’opera di notevole livello con Divine Travels, affiancato da grandi nomi come William Parker al basso e Gerald Cleaver alla batteria. Un disco in cui si afferma un forte rigore stilistico, con accenti che vanno da Coltrane a Redman, ma con un piglio già fortemente individuale.
Il successivo Days of FreeMan (con Jamaladeen Tacuma e Rudy Royston) sposta l’attenzione del sassofonista su un percorso volutamente autobiografico, ricordando l’adolescenza di Buffalo, a contatto con le musiche di strada e con il nascente hip-hop. I capitoli dell’album sono organizzati per sequenze ben definite, per gruppi tematici, ispirati allo sport, alla musica di A Tribe Called Quest e Digable Planets, alla libera improvvisazione. Un disco anomalo e avvincente che apre la strada per il recente No Filter, che presenta il nuovo trio con Stewart e Crudup III, formazione che affronta una musica nuda e cruda, libera da orpelli, concentrata soltanto sull’energia e sul rapporto tra il jazz storico e le correnti più disinibite della black music. È un artista in costante trasformazione, James Brandon Lewis, che forse non ha ancora stabilizzato una sua compatta fisionomia, ma che proprio per questo è in grado di sorprendere e affascinare.

 

LINK

Intervista in italiano: http://www.traccedijazz.it/index.php/interviste/2802-sulle-tracce-di-james-brandon-lewis

http://www.jblewis.com/
https://it-it.facebook.com/JamesBrandonLewis/
http://www.chadtaylordrums.net/
https://it-it.facebook.com/HAGLMusic/
https://heroesaregangleaders.com/

 


 

INFO SERATA

• Apertura ore 17.30

• Inizio concerto ore 18.00

• Contributo all’ingresso: 10 Euro, Riduzione 5 Euro per gli studenti con documento > vedi qui

• Evento riservato ai soci CSC > come diventare socio