PAVEL FAJT – ANDRE’ DUCHESNE

A. Duchesne – chitarre
P. Fajt – batteria

Perno del collettivo avant-folk Conventum nel pieno degli anni ’70, co-fondatore di Musique Actuelle e della etichetta discografica Ambiances Magnétiques negli anni ’80, nonchè dei leggendari Les 4 Guitaristes de l’Apocalypso-Bar, André Duchesne incarna la vera definizione di Musicista. Ama la chitarra come nessuno, e sentirlo suonare è come conoscerlo, si può capire il suo carattere, il suo stato d’animo. Vulcanico, ironico e sottile, ha prodotto una quantità di progetti sconfinata, dall’avant-prog, rock, musica cinematografica a stravaganze sinfoniche, improvvisazione pura ed assoli di chitarra classica.
Pavel Fajt è invece considerato il pilastro del movimento di rinascita musicale dell’est-europeo. Batterista e percussionista noto per essere stato il fondatore dei mitici Dunaj, oltre che per i suoi progetti in cooperazione con Iva Bittova, Fajt è collaboratore assiduo dell’asse di musica eterodossa composto da Fred Frith e Chris Cutler. Dalle percussioni, dalle elettroniche, oltre che da oggetti di qualsiasi genere, Fajt estrae l’impossibile; una miscela di composizioni e improvvisazione che rivela un potenziale infinito, in bilico tra ritmo e armonia, tra musicalità ed esplosioni infernali.
L’unione di questi due adoratori dei propri strumenti musicali, scaturisce da un comune denominatore che è la voglia di creare, di esplorare ed innovare, in una parola suonare.
(Renato Dal Maistro)

Il batterista e percussionista Pavel Fajt è oggi uno dei nomi più quotati sulla scena internazionale, stimato e conosciuto ben di là dai confini della Repubblica Ceca, dove è stato tra i principali animatori musicali per più di un decennio. Di lui si iniziò ad avere notizia in occidente grazie alle pubblicazioni dell’audiorivista ReR Quarterly, quando sul finire degli anni ottanta Chris Cutler fondò una specifica etichetta (Points East) per sostenere le musiche più interessanti e innovatrici provenienti dall’est europeo, dando la possibilità di pubblicare le loro opere a gruppi e artisti dissidenti e misconosciuti come Kampec Dolores, Boris Kovac, Reportaz, Der Expander des Fortschritts e Zga, divenuti poi cari a mimisti e devoti delle musiche raccomandabili di tutto il mondo. All’epoca Fajt aveva appena smesso i panni dell’ingegnere civile per dedicarsi a tempo pieno alla musica e al teatro: Nukleus, Jeste jsme se nedohdli e Manana erano i nomi dei gruppi di allora, tutti animati da una particolare vena umoristica e da originali scelte espressive, cui fecero seguito l’incontro con la cantante e violinista Iva Bittová e la fondazione di uno dei gruppi chiave della scena locale, quei Dunaj di cui si è consumato lo scioglimento poche settimane or sono. Il connubio artistico di Fajt con la Bittová ha fruttato album di intima poesia acustica e spettacoli divenuti celebri per l’incorrotta forza comunicativa, affascinando gli ascoltatori più accorti e catalizzando l’attenzione di una vasta comunità di musicisti girovaghi, quali Fred Frith e Tom Cora, che li hanno spesso voluti al loro fianco come ospiti e ispiratori.
Tra le esperienze più importanti degli anni successivi vanno ricordati il duo batteristico con lo statunitense Jim Meneses e il trio multiforme con Anna Homler e il belga Geert Waegeman, oltre alla breve avventura rock con il quartetto Pluto.
Oggi Fajt si ripresenta al pubblico italiano nell’inedito duo con il chitarrista canadese André Duchesne.
(Sergio Amadori)