Vergognati Jane + Alienaxion // CSC REWIND

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Vergognati Jane + Alienaxion

Aftershow: DJ KILLER!

 

Vergognati Jane

Manu Jane:  basso
Dani Jane: chitarra
Ele Jane: Chitarra
Carlo Jane: batteria
Lisa Jane: voce

 

BIO

Nascono nel 2001 da un incontro fortuito (Tizio, conosce Tizia, che è sorella di  Tizia, che conosce un’altra Tizia, e dice “ci sarebbero anche Tizio e Tizia fate una Tizia band)   e decidono di promuovere una la campagna in favore di un sentimento dimenticato e da ripristinare.

I Vergognati Jane si fanno paladini della Vergogna e la vivono intimamente sul palco suonando le cover dei loro idoli (P.J., P.J., P.J., P.J., P.J.)

I Vergognati implodono nel 2003, ma non smettono di vergognarsi e oggi tornano per un’ultima imperdibile session che li farà arrossire.

 

Alienaxion
(Fru Aut, Les Gresidients)

Uber Cavalli & band

Presenza costante nella storia del CSC fin dagli albori, quando sotto il nome di Fru Aut parteciparono ad una delle prime edizioni di Elastico Rock a San Pietro di Valdastico. Successivamente suonarono come  Gresidients sul palco del Bruco di Schio e ancora una volta nella neonata e attuale sede di San Vito di Leguzzano.

 

I Fru Aut furono una di quelle compagini che come tante altre avrebbero meritato davvero di più. Il progetto fu retto e fondato da Gianni Nichele insieme ad altri e vide la presenza successivamente al varo dell’ottima vocalist Paola Zisa (anche sassofonista).
Rappresentarono nella seconda metà degli anni 80 una delle punte più avanzate dello sperimentalismo wave italiano: tra strizzatine industriali/dark ambient – comunque non prevalenti- e pulsioni fortemente darkwave, se non proprio goth rock.

 

Fru Aut

Fru Aut – Foto d’archivio

FRU AUT – BIO

Gigi Cavalli percussioni; Uber Cavalli chitarra, basso; Gianni “Meck” Nichele tastiere; Icio Prandina basso; Paola Zisa: voce, sax alto.

Siamo nati nel 1979 con il nome “io”, poi divenuto nel 1982 “autaut” ed infine nel 1985 “FRU AUT” con la formazione scritta sopra. La nostra musica fu
inizialmente ispirata al rock tedesco degli anni ‘60/’70 e si è evoluta in un rock eterogeneo contaminato da musiche etno/jazz/prog et

I Fru Aut sono un gruppo veneto in azione da diversi anni e già con un LP per la Toast, datato 1988, al proprio attivo. Classificati in passato come “post
punk”, vanno ora affrancati da qualsiasi restrittiva definizione stilistica in virtù di un calibrato eclettismo assolutamente lodevole. La dicitura
“incatalogabile”, apposta a mo’ di timbro sulla pubblicità apparsa nelle riviste specializzate, risulta infatti quanto mai veritiera ed azzeccata.
Si può però dire che, basilarmente, il sound dei Fru Aut poggia sull’aggressiva chitarra del leader Uber Cavalli, degnamente sostenuta dai serrati fraseggi percussivi di Gigi Cavalli e, soprattutto, dalle esaltanti linee di basso curate da Icio Prandina. Parti sia melodiche che al limite del free-jazz sono poi affidate al convincente sax di Paola Zisa, la cui voce solista, invece, è appena discreta in quanto forse un po’ carente di potenza e di incisività.

Preziosamente progressiva è, in ogni caso, la raffinata elaboratezza degli arrangiamenti: la ragionata trama della title-track è là a dimostrarlo. Ma la molteplicità delle sfaccettature presenti in questo CD non potrà mai dirsi esaurita in una sterile elencazione; meglio limitarsi, dunque, a riportare i tratti salienti. Assai ben edificato è il lungo trip psichedelico, affine a certa dura tradizione cosmica (Hawkwind, Ozric Tentacles), inserito in Zapping Blues; ancora atmosfere cupo-lisergiche nell’eccellente L’Ultima Fermata, pezzo dal sapore vagamente antico, una sorta di “variazione sul tema-Men Of Lake”.
Curioso l’esperimento di voci distorte e recitanti di Oriental 8 A Sex, accompagnato da ombroso post punk, psichedelia e (appunto) suggestioni orientaleggianti, che rileviamo del resto anche in Jazz Aut, altro “picco” del lavoro, e nei cantati di Suono. Ma la generale attitudine che emerge è quella di una band “libera”, forse jazzy, forse “oltre”: se proprio vogliamo, mettiamogli accanto pure i King Crimson più “fisici” e sperimentali, precisando che comunque il pregio maggiore di A Sangue Freddo risiede nell’ottimale bilanciamento fra aggressività e melodia.

La sterminata lista di artisti che i Fru Aut ringraziano per l’ispirazione è un sincero omaggio ad una musica vissuta senza frontiere. Chi intende, per progressive, solo Genesis et similia, probabilmente faticherà a digerire questo parto di grande valore; tutti gli altri, invece, proveranno un sorprendente piacere nell’ascoltare il lavoro di un gruppo che si segnala pienamente maturo e caratterizzato da una propria, personale chiave espressiva.

Francesco Fabbri – dicembre 1994

 


INFO SERATA

• Inizio ore 21.30

Ingresso libero

• Evento riservato ai soci CSC > come diventare socio