VIOLONS BARBARES (Mongolia/Bulgaria/Francia)

Lo spirito del nomadismo del nuovo millennio: tre musicisti che hanno fatto proprie le tradizioni e il bagaglio culturale del loro paese d’origine, ma che allo stesso tempo sono cittadini del mondo, ne hanno assorbito e metabolizzato le mille e svariate sollecitazioni. Sono i nuovi barbari, contaminano i linguaggi con una forza espressiva inaudita, esprimono le emozioni e le contraddizioni del pianeta in una musica che arriva diretta al cuore, parla di terra e di spirito, confini e incorci, concquiste, saccheggi e originali scoperte: sono i nuovi barbari che esplodono vigorosi la voce primigienia del terzo millennio.

Dandarvaanchig Enkhjargal (morin khuur, canto diplofonico)
Nato in Mongolia e cresciuto in mezzo alla tundra con la famiglia e mandrie di cavalli, ha poi studiato musica presso il Conservatorio di Ulan Bator. È poi diventato allievo del famoso maestro di morin khuur (il violino verticale mongolo) il professor Jamjan. Dal 1989 vive in Germania ed ha eseguito numerosi concerti accanto a musicisti di area world music.

Il violino Morin khoor (o morin khuur) è il simbolo dello strumento della Mongolia.
Si compone di una cassa armonica a forma di trapezio, con un lungo manico, una tavola di legno coperta da una pelle tesa di cammello, di capra o pecora, e due corde di crine di cavallo. Anche l’estremità del suo lungo collo è scolpita a forma di testa di cavallo. Tradizionalmente viene accordato alla quinta, mentre nella musica moderna, di solito, su una quarta (mi – la).

Dimitar Gougov (gadulka, voce)
Nato in Bulgaria, Dimitar vive fin dall’infanzia immerso nella musica tradizionale del suo paese. Discepolo di Atanas Vultchev, grande maestro della gadulka (la lira bulgara) e membro dell’ensemble di Philippe Koutev, si è trasferito in Francia nel 2000 e ha fondato a Strasburgo i gruppi Boya e Violon Barbares. Scrive canzoni per voci femminili e tiene corsi di musica balcanica.

La gadulka è uno strumento ad arco proveniente dalla Bulgaria. Forma e accordatura variano da regione a regione. La moderna gadulka ha tre corde melodiche d’acciaio (un tempo in budello), accordate in la-mi-la, più 10/11 corde simpatiche accordate su scala cromatica. Queste ultime non sono sfregate dall’arco, ma vibrano quando vengono suonate le corde principali. La cassa di risonanza della gadulka è fatta in legno di gelso, noce, acacia e la tavola in abete.

Fabien Guyot (percussioni di ogni tipo, canto)
Dopo una carriera nell’ambito della musica classica presso il Conservatorio di Nizza, si appassiona alle percussioni persiane e nord africane. Percussionista del collettivo di Strasburgo Assoce Pikante (che comprende Shézar, Grand Ensemble de la Méditerranée, Hijâz Car), collabora attualmente anche con Furieuz Casrols (trio di percussioni riciclate), Les Cavaliers de l’Aurès ed Electrik GEM (big band mediterranea elettrificata).

La gadulka è uno strumento ad arco proveniente dalla Bulgaria. Forma e accordatura variano da regione a regione. La moderna gadulka ha tre corde melodiche d’acciaio (un tempo in budello), accordate in la-mi-la, più 10/11 corde simpatiche accordate su scala cromatica. Queste ultime non sono sfregate dall’arco, ma vibrano quando vengono suonate le corde principali. La cassa di risonanza della gadulka è fatta in legno di gelso, noce, acacia e la tavola in abete.
http://www.violonsbarbares.com/