Phurpa (RU) + Khn’shs (IT)

[CSC Grandi Eventi]

Phurpa

Collettivo russo dedito al recupero ed allo sviluppo della musica sciamanica e tantrica del rituale del Bön, religione pre-buddhista diffusasi in Tibet, Nepal, India, Bhutan ed in alcune province Cinesi. La musica è caratterizzata dal canto armonico (canto Gyer), tipico delle tradizioni Tibetane e Mongole (canto di Tuva) o del canto a tenore sardo. Si tratta di una particolare tecnica per cui una singola voce emette due o più suoni simultaneamente. Nel caso dei Phurpa il coro armonico sarà composto da ben 4 musicisti, con l’aggiunta dell’utilizzo di strumenti etnici tipici, molto rari, costruiti di materiale organico. Sono stati prodotti da Stephen O’Malley dei Sunn O))) con i quali hanno suonato nei maggiori festival Europei assieme a JAPANDROIDS, The Ex,Wilco, Tortoise, Savages, Pauline Oliveros, Jonny Greenwood, Swans,Black Mountain.

 

In apertura:

KHN ‘ SHS (Italia)

Musica per il subconscio, legata all’Oriente ed alla psichedelia cosmica, con riferimenti a Stockhausen e Luigi Nono, fatta di sintetizzatori analogici e modulari, voci, theremin e percussioni.

 

Biografia PHURPA:

Nel 1990 a Mosca, guidati da Alexei Tegin, un gruppo di artisti e musicisti si avvicinava allo studio della musica rituale per recuperare le radici musicali nelle antiche culture egizie, iraniane e tibetane. Nel 2003 la line-up definitiva del progetto assumerà il nome di Phurpa. I membri sono accomunati dalle individuali ricerche nelle liturgie Bön e buddiste. L’armonia si diffonde a partire dal canto delle sillabe magiche (che cioè generano una modificazione sulla realtà) che compongono i mantra, e viene poi integrata dagli strumenti rituali. Il tipo di canto utilizzato (Gyer) e gli strumenti tipici della tradizione Bön generano un sound inconfondibile. I brani sono vere e proprie tracce sonore di rituali e di preghiere utilizzate dai monaci Tibetani. Non ci sono sintetizzatori e soprattutto non vengono usati strumenti che non abbiano componenti organiche.

STRUMENTI UTILIZZATI:

Nga: largo tamburo con doppio lato. Il diametro varia dai 50 cm ai 180 cm. Cantando si creano vibrazioni della voce a bassa frequenza. Spesso usiamo due tamburi che sono diversi di un semitono o di tre semitoni. Dung-chen: tromba tibetana in bronzo lunga dai 2 m ai 3 m, rappresenta la voce degli Yidam . Vengono usate sempre in coppia. Bup e silnyen: piatti in bronzo. Shang: una campana appiattita. Rgya-ling: una specie di oboe. Kanling: un piffero ricavato da una tibia umana, usato per evocare. – - – STORIA

IL BUDDHISMO IN TIBET

In Tibet non esiste una parola che significa “Buddhismo”, o ci si definisce Chos-pa (coloro che seguono il Chos) o Bon-po (coloro che seguono il Bon).

IL BÖN

Il Bon è una religione pre-Buddhista che si è sviluppata principalmente nel Tibet e nel Nepal (anche se è arrivata a contaminare alcune zone dell’India e della Cina). I Bonpo riconoscono nella propria religione tre fasi importanti. La prima fase viene denominata Jola-bon (Bon manifesto). In questo periodo erano venerate divinità che rappresentavano i principi maschili e femminili, diffusi erano inoltre i culti delle Divinità locali. Il Sacrificio rituale era una pratica quasi consueta per propiziare la benevolenza delle divinità; per stringere un patto; per inaugurare o occupare una casa la prima volta. Un altro elemento caratteristico era l’estasi oracolare. Nella seconda fase Kyar-bon (Bon differente) il Bon-Chos subisce il contatto con l’India e con le tradizioni Buddhiste e Brahaminiche (v. Induismo). In questa fase l’escatologia, l’etica e la metafisica Bon risultano molto simili a quelle del Buddhismo e il profeta Senrab Mibo viene identificato come un’incarnazione del Buddha. Le divinità Induiste trovano posto nella dottrina del Bon-chos: vengono considerate come entità luminose che hanno la capacità di influenzare i fenomeni. Esempi classici sono l’adattamento della dottrina Tantrica della Shakti e il culto della Yoni, oppure “Il Dio della Montagna” che è una trasposizione di Rudra. Nella terza e ultima fase, chiamata Gyur-Bon (Bon trasformato), la religione viene accettata ed in parte assorbita dal Buddhismo. Il periodo corrisponde a quello della Prima Epoca del Buddhismo in Tibet. Da questo momento le divinità del Bon verranno assorbite e inglobate dal Buddhismo Tibetano. Ancora oggi il Bon sopravvive in Tibet e in altri luoghi. Le pratiche più importanti della Tradizione Bon coinvolgono i Chakra e quindi il Tantra. L’obbiettivo principale di questa pratica è di ottenere uno stato di beatitudine e di liberazione dalla condizione negativa (la “realtà” è un’illusione), assumendo il controllo della percezione e della cognizione. A questo fine la ritualità Bon prevede la recitazione di specifici Mantra con un tipo di canto che viene definito tantrico: in questa direzione sono orientati i Phurpa. Tra gli strumenti che vengono utilizzati in queste pratiche, il gruppo ha deciso di rendere onore ad uno in particolare: il Phurba.

 


 

INFO SERATA

• Apertura ore 21.00

• Inizio concerti ore 21.30

• Contributo all’ingresso: 10 Euro, Riduzione 5 Euro per gli studenti con documento > vedi qui

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